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S. Atanasio de' Greci

L'antica iconostasi

L'attuale iconostasi della chiesa di S. Atanasio de' Greci risale ai rifacimenti della zona absidale compiuti da Andrea Busiri Vici nella seconda metà del''800 e sostituisce una precedente in legno con dipinti di Francesco Traballesi (o Traballese), detto il Trabaldese.

Questi, nato a Firenze nel 1544, è stato attivo a Roma nel decennio 1575 - 1585 prima di trasferirsi a Mantova dove morì il 21 aprile 1588. Di lui abbiamo ben poche notizie, e quelle della nostra chiesa sono tra le pochissime opere certe.

Non deve essere confuso con il fratello Bartolomeo.

«Erami quasi uscita di mente la memoria di un pittore di Toscana sotto il Pontificato di Gregorio XIII chiamato Francesco Trabaldese, il quale fece alcune pitture qui in Roma per diverse persone, e queste passerò con silenzio, per non esser’elleno in pubblico; pur di quel poco che v’è di sua mano al cospetto del popolo esposto, alcuna cosa diremo. Quest’uomo operò nella Chiesa de’ Greci, per loro da Gregorio XIII fondata, i due quadri delle due prime cappelle all’entrare in Chiesa. Nella prima a man diritta sopra l’altare è dipinta in fresco la Madonna dall’Angelo annunziata con puttini in aria. Nell’altra, all’incontro, v’è quando Cristo fanciullo stava nel Tempio a disputare infra’ Dottori con molte figure parimente in fresco condotte, e con diligenza ed amore espresse.

F. Trabaldese: Pala per l'antico altare Greco 1584
F. Trabaldese 1584:
Pala per l'antico altare Greco

In faccia all’altar maggiore evvi dinanzi un’ornamento (sic) di noce con una porta grande, e altre due piccole, rappresentante un coro, o sacrario con cornice, e suo fregio, nel quale sono effigiati in tondo i dodici Apostoli in tante teste; e dalle bande della porta maggiore in un vano è dipinta l’immagine della Madonna in piedi che ha per mano Gesù in tenera etade . E dall’ altra banda è colorito S. Gio. Battista. E sopra le due porticelle stanvi due Dottori Greci per ciascheduna; ed in quella a mano diritta nell’effigie del Santo Dottore v’è espresso al naturale l’aspetto del Pontefice Gregorio XIII, e dentro sopra l’altare è di suo anche il quadro. E il tutto ad oglio con amore e diligenza è compiuto.» (Giovanni Baglione: Vite de' pittori, scultori, et architetti dal Pontificato di Gregorio XIII del 1572 fine a' tempi di Papa Urbano VIII nel 1642,  Giornata prima: vita di Francesco Trabaldese, Roma 1642)

«S. Atanasio - Questa chiesa è situata in via Babuino, ed è stata eretta da Gregorio XIII quando ha fondato l’annesso Collegio Greco nel 1577, impiegando come architetto Giacomo della Porta.
Il suo interno è in forma di croce latina con cappelle laterali ed una tribuna, ed è lodato dal Milizia, allo stesso tempo semplice ed architettonico, adorno con pilastri corinzi.
Sull’altare della prima cappella a destra è l’Annunciazione, a sinistra della quale è l’iscrizione monumentale di Demetrio Falareo, professore alla Sapienza, morto nel 1764; e sopra l’altare della cappella opposta Cristo che disputa con i Dottori, con in basso la Vergine Madre in cerca di Lui., entrambi affreschi di Francesco Trabaldese.
Sopra l’altare della seconda cappella a sinistra nel transetto, è una Crocifissione, e su quello della cappella opposta è sotto l’Assunzione ed in alto l’incoronazione della Vergine. Entrambe le pale d’altare eseguite ad affresco ed attribuite al Cavalier d’Arpino.
La tribuna o Visma (sic) (BIMA) dei Greci è organizzata in accordo il rituale greco, per la celebrazione dei Sacri Misteri secondo il rito greco.

Pasqualoni: Vescovo greco che benedice
Pasqualoni:
"Vescovo greco che nella
solenne Messa invoca
le benedizioni Divine"

Davanti al grande altare c’è una parete in legno con tre porte di comunicazione, ognuna adorna con due piccoli pilastri compositi dorati: sopra le due porte laterali sono i ritratti a mezzo busto di quattro dottori della chiesa; a sinistra della porta centrale è un dipinto del Battista, a destra uno della Beata Vergine con il Salvatore, al di sopra della piccola trabeazione è il ritratto del Redentore e dei suoi apostoli dello stesso Trabaldese, secondo il Baglione; il tutto è coronato da un piccolo timpano e sormontato da un Crocifisso greco.
Alla Consacrazione le porte sono chiuse da tende, e l’altare non è visibile alla congregazione.
Il rituale greco permette un solo altare in ogni chiesa, ma per comodità dei sacerdoti di rito latino, ed ad indicare la separazione nella forma, ma l’unione nella fede, delle Chiese latino-greca (sic) e romana, Gregorio XIII ha eretto gli altari laterali, assieme ad una piccola sacrestia latina a sinistra della tribuna ed una piccola greca a destra.

L'iconostasi originaria di S. Atanasio in una antica stampa
L'iconostasi originaria di
S. Atanasio in una antica stampa

Sul grande altare è posto un tabernacolo in legno riccamente dorato, l’interno del quale è costruito in forma di grazioso tempietto.
Il piccolo altare sulla sinistra, sormontato da una Pietà* ad affresco, è chiamato dai Greci protesis ed è usato per la preparazione e anche per la consumazione del Sacrificio.
La chiesa è aperta al pubblico il 6 gennaio, festa dell’Epifania e il 2 maggio, festa del Santo titolare, quando viene celebrato una solenne Messa Pontificale secondo il rito Greco alle 10 del mattino.» Jeremiah Donovan, Rome, Ancient and Modern, and Its Environs, Roma 1844 (traduzione nostra)

«…L'interno della chiesa ha cinque altari di ordine corintio, con dipinti di Francesco Trabaldese, e del cav. d'Arpino.
L'altare maggiore è separato dalla chiesa da una specie di barriera di noce chiusa secondo il rito greco, non diverso forse dal penetrale degli antichi, e con tre porte: partizione che propriamente chiamasi il pronao, che divide la chiesa dal polyagios, o sia dal santuario. Ivi il detto Trabaldese dipinse nel fregio le teste de' dodici Apóstoli, l'immagine della b. Vergine col divino Fanciullo, s. Gio. Battista, e i due santi dottori greci. Nel detto altare maggiore evvi un ciborio in legno di buon modello, che vuolsi disegno del menzionato Giacomo della Porta.» G. Moroni, Dizionario di erudizione storico ecclesiastica da S. Pietro fino ai nostri giorni, Venice, 1840-186I (voce "Collegio Greco")

"Questo pittore nel Pontificato di Gregorio XIII. essendosi portato a Roma, ebbe a dipignere nella Chiesa de' Greci fondata da quel Pontefice i due quadri delle due prime Cappelle all'entrare. Nella prima a man destra sopra all'altare colorì a fresco l'immagine di Maria Vergine Annunziata con alcuni putti in aria; nell'altra opposta rappresentò la Disputa del Signore nel Tempio, l’una e l'altra delle quali opere condusse con gran diligenza. In faccia all'Altar Maggiore per entro un ornamento di noce con una gran porta, e due altre piccole, che la mettono in mezzo all'usanza della Chiesa Greca in alcuni tondi dipinse i dodici Apostoli, e dalle bande della porta maggiore in un certo vano un'altra immagine di Maria Vergine, che stando in piedi, tien per mano il Fanciullo Gesù, e similmente dipinse S. Giovan Batista. Sopra le due porticelle due Dottori Greci per ciascheduna, e nel volto d'uno di essi a man destra espresse al naturale l'effigie dello stesso Pont. Gregorio XIII. e similmente dipinse il quadro a olio, che fu posto sopra l’Altare. In Firenze fece per la Chiesa d'Ognissanti una tavola.dell'Assunzione di M. Vergine." (Filippo Baldinucci, Opere 1811)

La struttura lignea di questa iconostasi è andata perduta, mentre i dipinti sono conservati presso il Pontificio Collegio Greco.

(fare click sulle immagini per ingrandirle)
F. Trabaldese: Apostoli per l'iconostasi di S. Atanasio de' GreciF. Trabaldese: Apostoli per l'iconostasi di S. Atanasio de' GreciF. Trabaldese: Cristo per l'iconostasi di S. Atanasio de' GreciF. Trabaldese: Apostoli per l'iconostasi di S. Atanasio de' GreciF. Trabaldese: Apostoli per l'iconostasi di S. Atanasio de' Greci
F. Trabaldese: Ss. Padri per l'iconostasi di S. Atanasio de' Greci  F. Trabaldese: Ss. Padri per l'iconostasi di S. Atanasio de' Greci
F. Trabaldese: S. Giovanni Battista per l'iconostasi di S. Atanasio de' Greci F. Trabaldese: Vergine con Bambino per l'iconostasi di S. Atanasio de' Greci

Riportiamo qui per comodità immagini delle altre opere di questo pittore presenti nella chiesa di Sant'Atanasio.

Sempre relativamente al Trabaldese bisogna notare che nonostante il Baglioni ne ricordi soltanto l'attività di pittore, in realtà egli fu chiamato a Mantova per la sua attività di architetto come si puo leggere in Antonino Bertolotti "Artisti in relazione coi Gonzaga signori di Mantova: ricerche e studi negli archivi mantovani." 1885.

"La seguente lettera ci farà conoscere il successore del Vannocci, cioè Francesco Trabalesi, di cui dà un cenno il Baglione, ma soltanto qual pittore, ignorando poi ove morisse. Talvolta è anche registrato Trabaldesi e concorse al trasporto della guglia di S. Pietro, come si può vedere ne i miei Artisti siciliani a Roma. Ed anche a lui l'aria di Mantova fu fatale, poiché lessi il suo certificato di morte, in data 21 aprile 1588, nella florida età di anni 44.

S.mo Signor mio et patron oss.

Quell' architetto che mi fu proposto ha risposto da Fiorenza esser impossibile che venga ateso le molte et importanti imprese che ha sopra di sé datagli dal Signor Gran Duca, dal Cardinale di Fiorenza, dal Nicoli, dal Gaddi et altri. Il med.° amico mio che mi propose quello, m'ha proposto un M.° Francesco Trabalese pure della città di Fiorenza che è qui il quale mi ha fatto vedere alcuni suoi dissegni di fabriche importanti fatte d'ordine di Papa Gregorio e di Monsignor Ill.mo de Medici et la sua professione prencipale si è di architettore ma è poi pittore et ingegnere et copioso d'inventioni et fa professore di condurre acque et far fontane. Egli  è homo di 38 anni incirca robusto et atto  alle fatiche et d'assai bella presenza et nel parlare mi pare molto discreto, fa inventione per mascherate et tornei et altre cose simili.

Se V. A. vorrà che li mandi dissegni li manderà, se vorrà anchor ch' il mandi lui, si degnerà farmi saper la volontà  sua et se vorrà che segli diano danari per il viaggio, mentre che verrà la risposta di V. A. procurerò di averne anche più minuta informatione et non trovandolo in contrario crederò che sarà al proposto forse più che non era l'altro per ciò mi par più svegliato; questo è di complessione più robusto...

- Di Roma il 24 de Agosto 1585.

humilissimo et obb.mo
servitore

Camillo Capilupo.

Al S.mo Signor mio et patron sempre
oss.mo il Sig. Duca di Mantova.

Il 24 ottobre dello stesso anno il Trabaldese parte per Mantova dove diviene sovraintendente alle fabbriche ducali, impegnato nella decorazione del castello di Goito. Si ricorda tra l'altro una fontana da lui realizzata per il parco del castello.


* Il pittore Francesco Rustici (1600 - 1625) è ricordato come autore di una Pietà dipinta ad affresco per il Collegio Greco. (torna su)

S. Atanasio de' Greci