Home

Testi liturgici

S.Atanasio

Testi vari

Glossario

Icone

Links

Bibliografia

Musica

Indice

Informativa privacy

a

àbside Spazio in genere di forma semicircolare che conclude la navata da cui è distinta dall'iconostasi. In essa è posto l'altare, mentre l'intero spazio prende il nome di vima o thisiastirion. Al centro della parete di fondo dell'abside sorge il trono episcopale, fiancheggiato dal sinthronon per il clero celebrante. Le pareti dell'abside sono in genere affrescate: in basso appare sovente una teoria di santi, sormontata dalla raffigurazione della Comunione degli Apostoli. La calotta è invece di regola occupata dalla rappresentazione della Madre di Dio in forma di platytera o blacherniotissa. Se la chiesa ha più navate, ognuna può terminare con un'abside, in questo caso le absidi minori possono ospitare l'altare della protesi e il diakonikon.

abito angelico τὸ ἀγγελικὸν σχῆμα La veste per eccellenza del monaco megaloschimo: la mandias.

acèdia ἀκηδία Stato di tedio e letargia spirituale che può affliggere un monaco od un anacoreta.

acemèti ἀκοίμητοι (insonni) Asceti che a Costantinopoli, ininterrottamente si alternavano nella recita delle preghiere liturgiche. Particolarmente attivi nelle controversie teologiche del V - VI secolo furono condannati da papa Giovanni II (534) su richiesta di Giustiniano per le loro tendenze nestoriane.

acheiropoietos v. Achiropita

achiropita ἀχειροποίητος Icona miracolosa de Salvatore o della Vergine Maria, “non fatta da mano d’uomo”.

acrivia ἀκρίβεια Rispetto rigoroso della lettera della legge, contrapposto a economia.

acrostico Inno o canone in cui le lettere iniziali dei versi o dei singoli tropari formano una parola o una frase.

adelphata ἀδελφάτα beneficio, pensione corrisposta a vita da un monastero o chiesa ad un privato od ai suoi eredi in cambio di una donazione.

aforismòs ἀφορισμός Scomunica, pena o censura con la quale un battezzato è escluso dalla comunione ecclesiale.

aftòmelo αὐτόμελον Tropario cantato su melodia propria che però può fungere da melodia tipo per altri tropari.

aghìasma ἁγίασμα Acqua benedetta nell'aghiasmos.

aghiasmatàrion ἁγιασματάριον 1) Libro liturgico contenente una raccolta di benedizioni ed akoluthie per varie circostanze 2) Recipiente in cui viene posta l'aghiasma per procedere ad una benedizione.

aghiàsmica (festa) Giorno festivo, commemorazione di un Santo v. anche despotica e theomitorica

aghiasmòs, grande ὁ μέγας ἁγιασμός (la grande santificazione) Il Grande Aghiasmos è la solenne benedizione delle acque in occasione della Teofania. È uno dei riti più antichi, venerandi e significativi della Chiesa bizantina. Gli eucologi ne prevedono la celebrazione due volte. La prima volta ha luogo la vigilia della Teofania, al termine dell'esperinos o della Divina Liturgia nel nartece e viene utilizzata la kolimvithra stessa del Battesimo. La cerimonia viene ripetuta il 6 gennaio al termine dell'orthros dopo la grande dossologia; i moderni eucologi per consentire la partecipazione al maggior numero di fedeli ne consentono lo spostamento al termine della Divina Liturgia. Questa seconda celebrazione dovrebbe aver luogo nella fiala davanti al Tempio. Viene compiuta anche in una conca posta al centro della chiesa o viceversa all'esterno sfruttando le acque di una fontana o di un fiume o del mare. L'acqua benedetta, aghiasma, viene usata per benedire le case ed i campi.

aghiasmòs, piccolo ὁ μικρὸς ἁγιασμός (la piccola santificazione) Akoluthia che viene celebrata all'inizio di ogni mese, ed ogni qual volta se ne presenti la necessità, con un rito abbreviato, per la benedizione dell'acqua che viene usata per benedire una nuova casa o su richiesta dei fedeli per circostanze varie. Si noti che la Chiesa bizantina non conserva l'acqua benedetta per le esigenze di culto, ma ne effettua di volta in volta la benedizione.

aghiastìr ἁγιαστήρ aspersorio

aghiosoritissa ἁγιοσωρίτισσα Icona mariana conservata nella chiesa costantinopolitana di Chalcoprateia dove era conservata in una urna (soros) la cintura di Maria. Maria è raffigurata sola, leggermente girata verso la sua sinistra e con le mani levate in atteggiamento di orazione.

aghiokatataxi ἁγιοκατάταξη Iscrizione nell'elenco dei santi, canonizzazione.

agripnìa ἀγρυπνία Veglia liturgica.

aìr ἀήρ Velo con cui vengono ricoperti i Sacri Doni - il pane e il vino - sull'altare della protesi e sull'Altare, tra il grande isodos e la recita del Credo, durante la quale viene agitato dai celebranti sui Doni, quindi deposto a lato.

aitos ἀετός, ἀϊτός, ἀητός (aquila) Insegna del Vescovo. Si tratta di un tappeto che reca rappresentata una città su cui vola un’aquila con le ali distese ed illuminata dai raggi del sole. Si pone sotto i piedi del vescovo quando officia. La città rappresenta la sede del vescovo, che deve amare e riguardare, l’aquila simboleggia la purezza, l’elevatezza dei sentimenti e la scienza teologica che deve avere. Di uso normale presso i Russi, tra i Greci è riservato unicamente alla cerimonia di consacrazione episcopale. Su di esso il nuovo Vescovo pronunzia la propria professione di fede.

akakia ἀκακία Insegna imperiale: tenuta dal sovrano nella mano destra consiste in un sacchetto cilindrico di seta purpurea contenente polvere, simbolo di caducità e umiltà. Appare nelle raffigurazioni di imperatori.

akàthistos ἀκάϑιστος Antico inno bizantino in onore della Madre di Dio, cantato in piedi - da cui il nome “non seduto” - il venerdì delle prime cinque settimane della grande Quaresima, oppure come officiatura devozionale. Fu composto per celebrare la miracolosa liberazione di Costantinopoli dall'assedio dei Persiani e degli Avari nel 626. Anche "tipo" di icona.

akoluthìa ἀκολουϑία Termine generico per indicare una funzione o celebrazione diversa dalla Divina Liturgia. Anche il “proprio” liturgico di un giorno od una festa.

akra tapeinosis Ἀκρα Ταπείνωσις (grande umiliazione), Tipo di icona del SS. Salvatore. Raffigura il Cristo morto in piedi nella tomba.

akroteleution ἀκροτελεύτιον Ultima frase di un tropario usata come ritornello dopo i versetti di un salmo antifonale quando l'intero tropario è troppo lungo.

alabastron ἀλάβαστρον Ampolla in cui si conserva il Santo Crisma.

albero di Jesse Motivo iconografico: dai lombi o dallo stomaco di Jesse, padre di Re David, si eleva un albero i cui rami rappresentano i membri della dinastia; Maria appare sul tronco ed il Cristo sulla sommità. Di probabile origine orientale, appare in manoscritti della Cilicia nel XIII sec.

aliptron ἅλειπτρον Piccolo strumento usato nell’Unzione degli Infermi ed in altre cerimonie per ungere i fedeli

alliluiàrion ἀλληλουιάριον Triplice alleluia, cantato intercalato con versetti dei salmi tra la lettura dell'apostolos e quella del Vangelo.

altare άγία τράπεζα L'altare bizantino è quadrato, a forma di mensa, sostenuto da quattro o cinque colonnine od anche pieno, isolato al centro del vima per consentirne l'incensazione tutt'attorno. È ricoperto da quattro pezze di lino negli angoli, hyphasma, a simboleggiare gli evangelisti, da una prima tovaglia - katasàrkion - legata alle colonnine e da una seconda - ependìte - che giunge sino a terra. È coperto dal ciborio dal cui centro pende la colomba in funzione di tabernacolo - artoforion-. Consacrato dal vescovo, che vi depone in un apposito loculo le reliquie, massimo è il rispetto verso di esso; in alcuni rami del rito bizantino non è ammesso che su di esso venga posto nulla: i candelieri, il crocifisso sono posti su sostegni dietro l'altare e lo ieratikon viene posto su di un leggio che parte da terra. Sull'altare poggia abitualmente il libro del Vangelo, parola di Dio. Su di esso o sotto di esso vengono posti durante la celebrazione liturgica oggetti su cui si desidera richiamare la benedizione divina.

ambóne ἄμβων Pulpito sopraelevato posto sulla sinistra della navata da cui il diacono proclama il Vangelo. Nella Divina Liturgia di S. Giacomo viene indicato con questo nome la zona esterna al vima dinanzi alla porta santa in cui sono eretti su una pedana un piccolo altare e un pulpito e ove sono posti i seggi per i celebranti.

amnòs ἀμνός v. prosfore.

amolyntos ἀμόλυντος Incorrotta, immacolata, appellativo della Vergine e “tipo” di icona.

àmomos ἄμωμος Salmo 118 cantato dell'orthros del sabato e della domenica. e nel mesoniktikon dal lunedì al venerdì, sinonimo dell'officiatura stessa.

anachorisis ἀναχώρησις Il ritirarsi in solitudine come forma ascetica.

anakiryxis ἀνακήρυξις Esplicita affermazione della santità di un individuo mediante atto ufficiale. Contrapposto ad anagnorissis.

anàdochos ἀνάδοχος Padrino nel Battesimo o nella professione monastica.

anàfora ἀναφορά La parte centrale della celebrazione eucaristica che va dal dialogo tra il sacerdote e i fedeli prima del canto dell'Aghios, fino all'intercessione per i vivi e i defunti dopo l'epiclesi. Comprende l'Aghios, la celebrazione del mistero della salvezza, la narrazione dell'istituzione eucaristica, l'anamnesi e l'epiclesi stessa.

anagnorissis ἀναγνώρισις Riconoscimento della santità di un personaggio espresso mediante la tacita approvazione del suo culto, contrapposto a anachirixis.

anàgnosis ἀνάγνωσις Letture patristiche o agiografiche dell'orthros.

anagnòsmata ἀναγνώσματα Letture bibliche - in genere dall'Antico Testamento - durante le Ore.

anàlavos ἀνάλαβος Sorta di stola larga e corta portata dai monaci megaloschimi. Deriva da una sorta di corpetto senza maniche portato anticamente sopra la tunica. È il grande abito contrapposto alla paramandìa, sua forma ridotta propria del microschimo. Appare nelle raffigurazioni dei santi monaci.

analòghion ἀναλόγιον Leggio su cui si poggiano i libri per le letture ed il canto o le icone.

anàmnesi ἀνάμνησις Il ricordo della morte, sepoltura, resurrezione, ascensione al cielo e seconda gloriosa venuta del Signore nostro Gesù Cristo che il sacerdote recita sommessamente subito dopo la Consacrazione.

anapesson ὁ ἀναπεσων "Tipo" di icona. E' una rappresentazione di Gesù infante reclinato sul fianco destro e come addormentato, ma con gli occhi aperti. Può essere fiancheggiato da due angeli in preghiera o recanti gli strumenti della passione. È una prefigurazione della Passione: si ispira a Genesi 48:9 (Giuda è un cucciolo di leone...) e a bestiari medioevali secondo i quali il leone dorme con gli occhi aperti e, uscito dal ventre materno morto, viene portato alla vita dal padre in tre giorni.

anàrgiri ἀνάργυροι (senza argento) Appellativo di santi medici che curavano gli ammalati senza farsi pagare. I più noti sono: Cosma e Damiano, Ciro e Giovanni, Pantaleimon.

anastàsimon ἀναστάσιμον Sul tema della Resurrezione. Detto di tropario, stikirà, canone, vangelo. Gli anastasima hanno sempre la preferenza quando una festa coincide con la domenica.

anastasi ἀνάστασις Resurrezione. 1) Titolo della basilica costantiniana eretta nel 325 sul luogo del Santo Sepolcro. 2) Icona della Resurrezione, in effetti raffigura non la Resurrezione di Cristo ma la Sua discesa agli Inferi. Basata sulla redazione greca del vangelo apocrifo di Nicodemo è apparsa per la prima volta nell'ottavo secolo ed ha assunto la forma attuale nell'undicesimo.

anatolikà ἀνατολικά Serie di stichirà del lucernario e delle lodi della domenica.

anavathmì ἀναβαϑμοί Salmi 119-133 chiamati "salmi graduali" o delle salite perché cantati dai pellegrini giudei quando salivano a Gerusalemme, usati in lettura semplice o per comporre dei tropari precedenti il Vangelo mattutino.

anderìon ἀντερίον Tunica con strette maniche portata dal clero sotto il rason. Priva di bottoni le falde vengono sovrapposte ed è chiusa con dei fermagli. Nera per i monaci può essere turchina o grigia. I sacerdoti secolari talvolta la stringono alla vita con una fascia, i monaci con una cintura di pelle (zoni). Gli studenti del Pontificio Collegio Greco in Roma portavano sino ad alcuni anni fa l’anderion blu stretto alla vita da una fascia rossa.

angelo del gran consiglio Rappresentazione alquanto rara del Salvatore imberbe e con le ali, ma riconoscibile dal nimbo crucigero. Deriva da Isaia 9:6

aniptos ἄνιπτος Chi, come forma di ascetismo, si astiene dal lavarsi.

anno ecclesiastico L'anno ecclesiastico bizantino comincia il primo settembre - indizione - coerentemente con l'anno civile e fiscale in uso a Bisanzio. I Minei iniziano con il mese di settembre e l'officiatura dei santi si intreccia con l'anno liturgico vero e proprio secondo le regole prescritte dal typikon.

anno liturgico L'anno liturgico bizantino inizia il giorno di Pasqua. Da questa data infatti ha inizio il ciclo dell'octoichos. Inizia inoltre la lettura degli Atti degli Apostoli, propedeutici alla lettura delle epistole degli apostoli, e del Vangelo di S. Giovanni (In principio era il Verbo…). L'anno liturgico include il pentikostarion da Pasqua alla meteorthia di Pentecoste, il periodo in cui si legge il Vangelo di S. Matteo fino alla festa dell'Esaltazione della S. Croce, le domeniche in cui si legge il Vangelo di S. Luca sino all'inizio del triodion, periodo di preparazione alla Pasqua. È scandito dalle feste despotiche, teomitoriche ed aghiasmiche. Una caratteristica dell'anno liturgico bizantino è la commemorazione anche di avvenimenti religiosi (trasferimenti di reliquie, concili) come di avvenimenti civili, (terremoti, liberazioni di assedi ecc.)

anoixia ἀνοίξια Apertura al pubblico di una chiesa. vd. enkenia.

anthologhion ἀνϑολόγιον Raccolta di testi liturgici, provenienti dall'orologhion, minei, sinassario... per l'uso quotidiano.

antìdoron ἀντίδωρον (in luogo dei doni) Pane benedetto subito dopo la consacrazione; viene distribuito ai fedeli al termine della Liturgia. Originariamente era destinato ai fedeli che non potevano fare la Comunione, ora viene distribuito a tutti. Viene portato a casa a coloro che non hanno potuto partecipare all'Eucaristia (ammalati, ecc.).

antifona ἀντίφωνον Versetti di salmo intercalati da ritornelli.

antikaniskon ἀντικάνισκον Pagamento in denaro in sostituzione del kaniskion.

antimìnsion ἀντιμήνσιον (al posto della mensa) Rettangolo di stoffa su cui è dipinta la deposizione di Cristo nel sepolcro e ai cui angoli sono cucite reliquie. È consacrato solennemente dal Vescovo che ne firma la dichiarazione scritta sullo stesso, ed assegnato ad una chiesa od un sacerdote. È conservato ripiegato all'interno dell'ilitòn e posto sull'altare al di sotto del Vangelo. Viene spiegato durante il canto dell'inno cherubico e su di esso vengono posti i Doni nella parte centrale della Divina Liturgia; è ripiegato dopo la distribuzione della Eucarestia. Come dice il nome (in luogo della mensa) era originariamente utilizzato come altare portatile e non poteva essere usato sull'altare consacrato. È attualmente considerato corrispondente alla pietra sacra dell'altare latino. La firma del vescovo consacrante è garanzia di comunione nella vera fede e ricorda la giurisdizione episcopale.

antimitatikion Pagamento per evitare l'obbligo di alloggio delle truppe.

antipàscha ἀντιπάσχα Domenica dopo Pasqua, o seconda domenica di Pasqua.

Annunciazione εὐαγγελισμός Festa despotica del 25 marzo. Festa della salvezza del mondo - σωσίκοσμος ἑορτή - è una delle principali feste dell'anno liturgico tanto da non cedere nell’ufficiatura ad alcuna altra ricorrenza.

Il Concilio del Trullo (can. LII) ricorda che in essa al pari dei sabati e delle domeniche della Grande Quaresima si celebra la Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo anziché quella dei Presantificati in uso negli altri giorni.

Nella tradizione antica, seguita tuttora dai Russi, essa non viene mai spostata neanche se coincida con il Venerdì od il Sabato Santo o la stessa Pasqua v. kyriopascha. Il typikon del monastero del SS.mo Salvatore a Messina prescriveva anzi che in questo caso venissero proclamate le letture dell'apostolos e del Vangelo di entrambe le feste.

Il Typikon costantinopolitano del 1838 ha modificato l'antica usanza disponendo che in questi casi la festa venga spostata al secondo giorno della settimana luminosa. Si noti che con l'adozione del calendario giuliano riformato adottato dai greci, questa coincidenza non è più possibile, mentre lo è tuttora per le Chiese che seguono il calendario gregoriano.

E' consentito mangiare pesce.

anoixia ἀνόιξια apertura al culto di una chiesa, vd. encenia.

anthologhion ἀνϑολόγιον è una pubblicazione che cerca di comprendere la maggior parte dei testi delle officiature quotidiane. In genere include parti dell'orologhion, dell' Octoechos, di Triodion, Pentecostarion e Minea. Non include le Divine Liturgie.

Antiphonitìs ἀντιφωνητής (letteralmente "colui che risponde," anche "il garante") Appellativo di Cristo per aver dato la sua vita per l’umanità.

Antiphonitria ἀντιφωνήτρια (letteralmente "colei che risponde") Appellativo della Vergine che sottolinea il suo ruolo di intercessione.

Anziano o Antico dei giorni ὁ παλαιὸς τῶν ἡμερῶν "Tipo" iconografico. E' in Daniele (7,9) "il suo vestito era candido come neve e come lana pura erano i capelli della sua testa" un appellativo del Messia. Talvolta la figura di Cristo con barba e capelli bianchi è triplicata a rappresentare la Ss.ma Trinità.

aplekton ἄπληκτον Obbligo di alloggio per le truppe.

apochorismos Αποχωρισμός (separazione) Sanzione ecclesiastica. Può avere due gradi:

apokarsis ἀπόκαρσις Tonsura, si compie tagliando 4 ciocche di capelli in forma di croce.

apokathìlosis ἀποκαϑήλωσις Deposizione dalla Croce 1) rito dell'orthros del Grande e Santo Venerdì 2) icona che rappresenta la scena.

apokomvion ὰποκόμβιον Borsa cerimoniale portata dall'imperatore per le elemosine cerimoniali.

apokreo ἀπόκρεω Domenica di Carnevale, ultimo giorno in cui si può mangiare carne prima dell’inizio della Grande Quaresima

apocrisàrio ἀποκρισάριος Rappresentante permanente di un patriarca presso il papa od altro patriarca.

apòdipno ἀπόδειπνον Compieta, ultima delle ore canoniche. Nei monasteri si recita la sera dopo cena.

apòdosis ἀπόδοσις Giorno che conclude la meteorthia in cui si richiamano nell'officiatura i testi della festa.

apoftegmi dei Padri Raccolta intitolata propriamente Μέγα λειμωνάριον “Grande Giardino” di circa 2000 detti memorabili dei Padri del Deserto consistenti sovente in un aneddoto o in una domanda da parte del discepolo e la risposta dell’anziano.

apokukulismo ἀποκουκουλισμός Solenne deposizione del kukulion da parte del monaco megaloschimo nell'ottavo giorno dalla professione.

apòlysis ἀπόλυσις Formula recitata dal celebrante con cui viene sciolta l'assemblea al termine della Divina Liturgia o di una akolutìa.

apolytìkion ἀπολυτίκιον Inno relativo alla festa o al periodo liturgico cantato alla fine - apolysis - dell'officiatura o al momento del piccolo isodos. Contiene il significato della festa o l'elogio del santo celebrato e si conclude con una domanda di intercessione.

apomìrismo ἀπομύρισμα Santificazione dell'acqua mediante l'immersione di reliquie, per contatto con qualcosa di sacro. Indica anche l'acqua stessa.

apòsticha ἀπόστιχα Tropari intercalati con versetti salmici cantati alla fine dell'esperinos e dell'orthros feriale.

apostolika La serie di icone raffiguranti Cristo e gli Apostoli nell'epistilio dell'iconostasi.

apostolikon schema Rango monastico intermedio tra martiri ed angeli.

apostolnik vd. epimandylion

apòstolos ἀποστόλος 1) Lettura tratta da una lettera di un apostolo, o nel periodo pasquale, dagli Atti degli Apostoli. 2) Il libro contenente le pericopi stesse per le varie occasioni.

aravona ἀρραβών (pegno matrimoniale) Rito del fidanzamento.

arcidiacono Diacono che usualmente presta servizio con un Metropolita o Patriarca.

archieratikòn ἀρχιερατικον è il libro liturgico che contiene le officiature proprie del Vescovo quali ordinazioni, consacrazioni di antiminsion...

archimandrìta ἀρχιμανδρίτης Propriamente superiore di un grande monastero, egumeno, in questo senso è l'equivalente dell'abate latino. Il titolo di archimandrita - onorario - viene conferito dal vescovo o patriarca, come riconoscimento, anche a sacerdoti secolari non sposati, analogamente al titolo di monsignore usato dalla Chiesa latina. È titolo proprio della Chiesa bizantina e pertanto non dovrebbe mai essere concesso a sacerdoti di altro rito. Indossa il kalimafchion con l'epanokalimafchion e porta la croce pettorale. Durante le funzioni può usare la croce e l'epigonation.

archistratega Comandante delle armate celesti. Titolo dell'arcangelo Michele.

archondariki Zona del monastero riservata agli ospiti.

archondaris In un monastero l'addetto all'ospitalità.

arconte Dal nome della principale magistratura ateniese, titolo conferito ad alcuni dignitari, laici ed ecclesiastici del Patriarcato Ecumenico.

artoclasìa ἀρτοκλασία Akolutìa consistente nella benedizione di cinque pani, grano, vino ed olio compiuta in onore di un santo particolarmente importante.

artofòrio ἀρτοφόριον Custodia dell'Eucarestia in forma di tabernacolo posto sull'altare o di colomba pendente dal ciborio.

artos pasquale Ἄρτος Pane benedetto al termine della Liturgia pasquale, resta esposto su un analoghion per tutta la settimana, viene spezzato e distribuito nel sabato luminoso.

asmaticòn ᾀσματικóν Libro contenente i canti della Liturgia e delle ore propri del coro, contrapposto al psaltikon che contiene le parti per il solista.

asmaticòs, ufficio ἀκολουϑία ᾀσματική è l'antica ufficiatura propria delle cattedrali contrapposta a quella monastica che ha finito con il prevalere.

aspasmòs ἀσπασμός L'abbraccio di pace della notte di Pasqua e durante la Divina Liturgia prima della professione di fede. Esprime la riconciliazione di tutti.

asterìskos ἀστερίσκος (piccola stella) Strumento liturgico composto da un doppio archetto metallico con una stella appesa al centro posto sul diskos per tenere i veli lontano dai Doni. Talvolta l'asteriskos può essere a forma di calotta e unito al diskocallima.

autocefalìa αὐτοκεφαλία Termine giuridico per indicare la completa indipendenza di una Chiesa ortodossa, retta da un santo Sinodo che ne elegge il Pastore supremo, il quale non riceve conferma da altra autorità. Tutte le Chiese patriarcali sono autocefale, ed anche alcune rette da arcivescovi, come la Chiesa di Grecia. vd. anche autonomia.

autodespotos αὐτοδέσποτος (che si governa da sé) Monastero indipendente contrapposto a idiodespotos.

autonomia Condizione di una Chiesa ortodossa, retta in maniera indipendente da un Pastore il quale viene nominato o confermato da un’autorità superiore – in genere un patriarca – esterna ad essa.

àvaton ἄβατον Divieto di accesso agli ambienti di un monastero maschile o femminile per i membri dell’altro sesso. Clausura

axion estin Ἄξιον ἐστίν “Tipo” di icona mariana che prende il nome dall’incipit del megalinario della Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo. Il prototipo risalente al settimo secolo è conservato nel Protaton a Karyes sul Monte Athos.

àxios ἄξιος (è degno) Parola detta o cantata tre volte dall’ordinante e dal popolo durante l’ordinazione di un diacono, di un sacerdote o di un vescovo.