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dèisis δέησις (supplica) Raffigurazione di Cristo fiancheggiato dalle figure in genere di Maria SS.ma e l'apostolo Giovanni o del Precursore o di altri santi. Spesso si aggiunge quella del fondatore della chiesa o del monastero o del committente dell'opera. Prende il nome di grande deisis quando vi si aggiungono altri santi, anche dipinti su tavole separate.

dekanikion δεκανίκιον Bastone pastorale, anche semplicemente bastone concesso ai monaci per appoggiarsi durante le più lunghe officiature.

despòtica (festa) Festa del Signore. Nell'anno liturgico le feste despotiche commemorano uno dei Misteri della Redenzione:

despotiche, icone Sono così denominate le icone del primo ordine dell’iconostasi: quella di Cristo immediatamente a destra della porta bella, della Theotokos a sinistra, di S. Giovanni Battista e del santo titolare della chiesa rispettivamente a destra e sinistra.

despotikòn δεσποτικόν vd. Trono.

deutereuon δευτερεύων 1) Vicario parrocchiale. 2) Coadiutore dell'egumeno.

dexiocratousa δεξιοκρατούσα (che a destra ha la potenza) Icona della Theotokos in cui questa sorregge il Bambino con il braccio destro anziché con il sinistro come di consueto.

dhiamonitirion διαμονητηρίον Permesso di ingresso e soggiorno per visita nel territorio del Monte Athos, ha di norma validità di 3 giorni.

diakonikà διακονικά litania diaconale.

diakonikòn διακονικόν All'interno del Vima, locale o piccolo altare sulla destra che serve ai celebranti per indossare i paramenti.

diastyla διάστυλον Barriera costituita da un architrave sostenuto da colonne, forma primitiva di iconostasi.

diatàxis v. Taxis.

dikìrio e trikìrio o dìkiron e trìkiron δικήριον o δίκηρον e τρικήριον o τρίκηρον anche δικηροτρίκηρα Due candelieri portanti rispettivamente due e tre candele incrociate e legate con un nastro. Vengono usati dal Vescovo per la benedizione dei fedeli durante la Divina Liturgia con la formula: «Signore, Signore, riguarda da cielo e vedi, visita questa vigna, e fa che essa prosperi perché la tua destra l'ha piantata». Simboleggiano il primo le due nature, umana e divina del Cristo, l'altro le tre persone della SS.ma Trinità.

digiuno Astensione dal cibo. La Chiesa bizantina osserva il digiuno totale il Venerdì Santo. Nella Grande Quaresima, nella quaresima di Natale e nei mercoledì e venerdì di tutto l'anno e il 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Croce, il digiuno è limitato all'effettuazione di un solo pasto giornaliero, la sera dopo l'esperinos.

dikaiodosia δικαιοδοσία I diritti e l’autorità di un Vescovo sulla propria diocesi.

dikaiofilace δικαιοφύλαξ Officiale patriarcale che funge da giudice nelle casi di natura ecclesiastica.

dikaios δικαῑος Priore di una skiti.

diskelion δισκέλιον Leggio costituito da due telai incernierati a forma di X.

diskokàllima e deuterokàllima (o poterokalymma) I due veli che coprono rispettivamente il diskos ed il calice. Generalmente kalimma vd

dìskos δίσκος Patena più ampia di quella latina e di solito sorretta da una base, su di essa vengono posti l'Amnos e le altre particole, l'asteriskos ed i veli.

dittici δίπτυχον 1) Lista di nomi di vivi e defunti scritta su una tavoletta od un cartoncino per la commemorazione nella Liturgia. 2) L’elenco ufficiale dei nomi dei capi delle Chiese in comunione ecclesiastica letto dai concelebranti di una Liturgia celebrata da un Vescovo.

divambulos διβάμβουλον Candelabro che si reca e pone davanti al patriarca nelle funzioni liturgiche. Deriva dal cerimoniale imperiale ove simboleggiava i poteri spirituale e temporale propri dell’imperatore bizantino.

Divina Liturgia ϑεία Λειτουργία Nome che nella Chiesa bizantina assume la celebrazione eucaristica. Le Divine Liturgie in uso nella Chiesa Bizantina sono:

a) Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo, di origine antiochena e di uso normale.

b) Divina Liturgia di S. Basilio, più antica della precedente, da cui si differenzia soltanto per l'anafora ed alcune altre preghiere. Secondo il Typikon è previsto che sia celebrata dieci volte l'anno: le domeniche della Grande Quaresima (ad eccezione della Domenica delle Palme), il primo gennaio (festa di S. Basilio di Cesarea), il Giovedì ed il Sabato Santo, la vigilia di Natale e della Teofania (in questi due ultimi casi, se è domenica si celebra la Liturgia di S. Giovanni Crisostomo).

c) La Chiesa bizantina ha in uso come quella latina la Liturgia detta di S. Gregorio o dei Presantificati. Non si tratta di una vera Liturgia eucaristica, ma di una akoluthia in cui vengono distribuiti i Sacri Doni consacrati nella Liturgia domenicale precedente, perciò Liturgia dei Presantificati. Viene celebrata i mercoledì e venerdì della grande Quaresima ed i primi tre giorni della Grande e Santa Settimana.

d) Un'altra liturgia eucaristica è la Liturgia di S. Giacomo il fratello del Signore, antica Liturgia della Chiesa di Gerusalemme. Essa ha struttura propria. In alcune chiese, tra cui quella romana di S. Atanasio, viene celebrata in occasione della festa del Santo il 23 ottobre.

e) Divina Liturgia di S. Marco, propria della Chiesa di Alessandria attestata in manoscritti del XII - XIII sec.; non viene usata.

f) Nell'Italia meridionale nel passato è stata inoltre usata la cosiddetta Liturgia di S. Pietro, traduzione greca ed adattamento del canone romano.

docheiarios δοχειάριος Tesoriere o cellario in un monastero.

dodekaorton δωδεκάορτον v. dodici feste.

dodici feste La tradizione bizantina ha fissato un elenco delle dodici feste più importanti dell'anno liturgico, sono:

L'icona “delle dodici feste” include in riquadri separati la rappresentazione tradizionale di tutte queste feste. Icone raffiguranti 12 feste, pur con qualche variante, ma mantenendo fisso il numero, costituiscono una delle rappresentazioni canoniche proprie delle iconostasi.

dogmatikon δογματικόν theotokion cantato nei Grandi Vespri. E' così' definito in quanto contiene abitualmente una concisa presentazione del dogma dell'Incarnazione.

domenica Giorno del Signore, giorno in cui è risorto Gesù Cristo. La celebrazione della domenica con i suoi testi, anastasima, ha la prevalenza sulle feste teomitoriche ed aghiasmiche, e non scompare del tutto neanche dinanzi alle feste despotiche. Alcune domeniche hanno un nome proprio: Domenica di Carnevale, Domenica delle Palme, Antipasca…; quelle dopo la Pasqua prendono nome dal brano evangelico letto nella Liturgia: delle Mirofore, del cieco nato… Altre sono legate a commemorazioni particolari: dei progenitori del Signore, dei Santi Padri. La festa dell'Esaltazione della Croce, il Natale e la Teofania sono precedute e seguite da una domenica di preparazione e una di commemorazione.

domestikòs δομέστικος Solista in un coro.

doni, sacri Il pane ed il vino per la celebrazione eucaristica.

dormizione κοίμησις Festa teomitorica, che commemora il 15 agosto il transito di Maria SS.ma dalla terra al cielo. L'icona della festa raffigura la Vergine Maria sul letto di morte circondata dai Discepoli, in piedi al centro della scena il Salvatore accoglie l'anima della Madre in forma di infante.

dossologìa δοξολογία Inno di glorificazione. Vi sono una Piccola ed una Grande Dossologia, ambedue incentrate sull inno angelico «Gloria a Dio nel più alto dei cieli…». Fanno parte entrambe dell'orthros: la Grande è riservata alle feste, mentre la Piccola viene utilizzata negli altri giorni e nell'apodipnon.

doxastikòn δοξαστικόν Tropario che si recita dopo la dossologia, cioè dopo le parole Gloria al Padre…

dryphakta Barriera di separazione tra navata e Santuario, forma primitiva di iconostasi.