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l

labron vd. fiala.

ladopano λαδόπανον Asciugatoio di lino bianco per avvolgere il bambino dopo il Battesimo. Viene conservato come la veste battesimale.

lamna λάμνα Lampada posta davanti ad una icona, di norma sospesa tramite catenelle ad un braccio metallico.

lampada inestinguibile ἀκοίμητον φῶς Lampada accesa dal Vescovo all'atto della inaugurazione della chiesa e che non deve mai spegnersi; è posta dietro l'altare e da essa viene acceso la notte di Pasqua il cero pasquale da cui ogni fedele accende la propria candela.

lampadarios (lampadàrios) λαμπαδάριος Direttore del coro di sinistra nella chiesa, vd. canto liturgico.

lampaduco (lampadùco) λαμπαδοῡχος v. ceroferari

lancia λόγχη Coltello a doppio taglio, a forma appunto di lancia, utilizzato durante la proskomidìa per tagliare il Pane. Simboleggia la lancia che trafisse il costato di Cristo.

laosynaktis (laosynàktis) λαοσυνάκτης Officiale monastico incaricato di mantenere l’ordine in chiesa.

laura o lavra λαύρα Monastero principale con vari monasteri dipendenti. Celebri la laura di S. Saba a Gerusalemme e la «Grande Laura» sul monte Athos.

lavis (lavìs) λαβίς Cucchiaino utilizzato per distribuire la Comunione.

lettore ἀναγνώστης 1) Propriamente chi ha ricevuto il primo degli ordini minori. 2) La persona incaricata di leggere, cantare e rispondere durante i servizi liturgici.

libri liturgici I principali e più comuni libri liturgici della chiesa bizantina sono: L'Evangeliario, l'apostolos, lo psaltirion, lo ieratikon o liturghikon, l'archieratikon, l'euchologhion, l'orologhion, il pentikostarion, l'oktoichos, il triodion, i minea, il prophetologhion, il typikon.

lipsanoteca da λείψανον (reliquia) e ϑήκη (custodia) Cassa destinata a contenere reliquie.

litania λιτανεία (da litì, processione, perché anticamente cantata durante le processioni). Serie di intercessioni proposte dal diacono o dal sacerdote cui il popolo risponde «Kyrie eleison» (Signore pietà), o «parascu Kyrie» (concedi o Signore). Vedi anche: ektenis, irinikà, diakonikà.

liti (litì) λιτή 1) Processione. 2) nartece interno.

litos (litòs) λιτός Pronunciare un testo in maniera più semplice. Contrapposto a psaltikos.

liturgikon (liturgikòn) λειτουργικόν v. Ieratikon.

lodi αἶνοι Salmi facenti parte della fine dell'orthros, sempre seguiti dalla grande dossologia.

lucernario (lucernàrio) λυχνικόν Vespro, propriamente accensione delle luci al tramonto del sole. Viene cantato il «Fos ilaron» (luce gioiosa) indirizzato a Cristo luce delle genti. Esperinos, lychnikon.

lunedì puro καϑαρά δευτέρα Lunedì successivo alla Domenica dei Latticini, segna l'inizio della Grande Quaresima.

lychnikòn v. Esperinos e lucernario.

lypira (lypirà) λυπηρά Piccole icone della Vergine e di S. Giovanni Battista fiancheggianti la Crocifissione posta alla sommità dell’iconostasi

lysis (lìsis) λύσις documento emesso dalla cancelleria imperiale o patriarcale in risposta ad una petizione

 

 

m

Madre di Dio della passione "Tipo" di icona. La vergine reca in braccio il Bambino, ed è affiancata nella parte alta dell’icona, da due angeli che recano i simboli della passione. Amolyntos

maforion (mafòrion) μαφόριον Manto femminile indossato a Bisanzio sopra la tunica (chiton) e che copre il capo. Nelle icone il maforion della Theotokos è ornato con tre stelle (una delle quali può essere nascosta dal Bambino) a significare la perpetua verginità: prima, durante e dopo il parto.

magulikion (magulìkion) μαγουλίκιον Copricapo di monaca

makarismi (makarismì) μακαρισμοί Enunciazione delle beatitudini secondo Matteo (5,3-12), typikà. Nella Divina Liturgia a volte si cantano in luogo delle antifone.

maktron (màktron) μάκτρον Tovaglietta di colore rosso posta sul calice al disotto dei veli e utilizzata durante la Comunione e per asciugare il calice.

mandias (mandìas) μανδύας Ampio mantello senza maniche aperto sul davanti ed unito soltanto sotto il mento e all'altezza dei piedi. Di seta nera è proprio dei monaci megaloschimi e viene portato soltanto in chiesa da chi è investito di qualche dignità. Ricoprendo tutto il corpo significa che il monaco è contenuto in esso come una tomba, mentre la sua ampiezza simboleggia le ali degli angeli, per cui viene detto “abito angelico”. La mandias di seta paonazza è propria del Vescovo che la indossa per assistere ad una celebrazione liturgica senza parteciparvi, oppure al suo ingresso solenne in chiesa per recarsi all'altare per la vestizione liturgica. Reca sul davanti all'altezza del petto e dei piedi quattro icone ricamate dette poma, ed è ornata da quattro strisce dette potami. Nell'uso russo il colore della mandias cambia secondo il grado episcopale: Vescovo, Arcivescovo, Metropolita; la mandias del Patriarca è verde.

mandilion (mandìlion) μανδήλιον (asciugamano) 1) Icona del Santo Volto, proveniente da Edessa, secondo la tradizione dipinta da S. Luca, o achiropita (non dipinta da mano umana). "Tipo" d'icona. 2) ciascuno dei due tovaglioli che si avvolgono attorno alle braccia per chiudere il sabanon.

manuali di pittura Raccolte indicanti il modo di dipingere le icone. La tradizione greca conosce due manuali, quello del monaco attonita Dionisio da Furnà (sec. XVII) chiamato “Ermeneutica della pittura” e quello di Foti Kontoglou intitolato “Ekphrasis tes orthodoxou eikonographias”, o “Trattato di iconografia ortodossa”.

manualion (manuàlion) μανουάλιον 1) kerostates 2) grosso candeliere usato per l’accompagnamento del piccolo e grande Ingresso.

margarita μαργαρίτης (perla) Particella di pane consacrato e distribuita in comunione ai fedeli.

martyrikon (martyrikòn) μαρτυρικόν Stikirà in onore di un martire.

martyrion (martìrion) μαρτύριον Edificio eretto sul luogo del martirio di un santo.

mathema (màthema) μάϑημα Composizione musicale nella quale stichirà idiomela sono intervallati da kratema e cantati in stile ornato detto calofonico

megalinario (megalinàrio)  μεγαλυνάριον Inno alla Madre di Dio cantato durante la Divina Liturgia subito dopo la consacrazione. Le grandi feste hanno un megalinario proprio.

megalion (?) Libro dei Vangeli, Evangeliario.

megalomartire (megalomàrtire) μεγαλομάρτυς Grande martire, appellativo di alcuni martiri particolarmente venerati come S. Demetrio, S. Giorgio, S.ta Eufemia.

megaloschimo (megalòschimo) μεγαλόσχημος Monaco che ha raggiunto il terzo ed ultimo stato della vita monastica (del grande abito) v. analavo.

melismatica v. papadica

melismos (melismòs) Μελισμός 1) Frazione del pane consacrato. 2) Rappresentazione di Gesù infante, coricato sull'altare e coperto dai veli liturgici. Simbolizza realisticamente la transustanziazione del pane e del vino. E' un'iconografia nata al termine del XII sec.

mesonyktikon (mesonyktikòn) μεσονυκτικόν L'ufficio di mezzanotte; viene celebrato normalmente soltanto nei monasteri. Popolarmente noto il mesonyktikon del lunedì santo, che nelle parrocchie si celebra dopo l'imbrunire della domenica delle Palme. È noto e celebre l'inno che si canta in questo giorno: «Ecco lo Sposo arriva nel mezzo della notte…».

merides (merìdes) αἱ μερίδες particelle di pane estratte dalla prosfora e disposte sul disco in memoria di vivi e defunti.

meros (méros) μέρος Navata laterale di una chiesa.

mesopentikosti (mesopentikostì) μεσοπεντηκοστή Mercoledì di mezza Pentecoste, 25° giorno dopo Pasqua, l'officiatura unisce le due Feste. L'icona relativa raffigura Gesù fanciullo assiso nel Tempio tra i dottori.

mesorion (mesòrion) μεσώριον Ore intermedia recitata in alcuni giorni dopo ciascuna delle quattro ore liturgiche.

metania (metània) μετάνοια Inchino del capo e del busto (piccola metania) od inchino completo sino a terra (grande metania) accompagnato dal segno della croce e dalla formula «O Dio, abbi pietà di me peccatore».

metatorion (metatòrion) μετατώριον Ambiente annesso alla chiesa per la conservazione degli arredi, sagrestia.

meteorzia (meteorzìa) μεϑέορτα Periodo successivo ad una festa della quale si fa menzione nell'officiatura. Corrisponde all'ottava latina, ma, poiché non è ammessa la coincidenza di più meteorthie o di una meteorthia con una proeorthia, è di durata variabile. È conclusa dall'apodosis.

metochion (metòchion) μετόχιον 1) Piccolo monastero dipendente da un altro più grande; chiesa parrocchiale officiata da monaci. 2) Rappresentanza ecclesiastica di una Chiesa autocefala o autonoma al di fuori del proprio territorio. E' costituita in genere da una chiesa officiata nella lingua e secondo gli usi della propria Chiesa a beneficio dei propri connazionali in territorio estero.

metropolita (metropolìta) μητροπολίτης Dignitario ecclesiastico a capo della metropolìa. In alcune Chiese il metropolita è superiore all'arcivescovo, in altre, quali la Chiesa di Grecia, si verifica il contrario.

microschimo (micròschimo) μικρόσχημος Monaco al secondo livello della vita monastica (del piccolo abito)

mineo (minèo) μηναῖον Libro liturgico contenente giorno per giorno indicazione dei santi e degli avvenimenti commemorati, con una breve biografia o narrazione storica, e i testi liturgici propri. In volumi mensili ha inizio con il mese di settembre.

mirofore (mirofòre) μυροφόροι Appellativo con cui vengono indicate le pie donne che dopo la sepoltura si recarono al sepolcro di Cristo per imbalsamarlo. Danno nome alla seconda domenica dopo Pasqua.

mirovlita (mirovlìta) μυροβλύτης Santo il cui corpo o la cui icona stillano olio profumato, ad es. S. Demetrio e Santa Teodora di Tessalonica

mitaton (mitàton) μιτᾶτον Obbligo di alloggio per le truppe.

mitria μίτρα Copricapo liturgico del vescovo a forma di corona cilindrica o quadrilobata decorata con piccole icone e sovrastata da una croce. La mitria non era usata al tempo di Balsamone, secolo XII, né a quello di Simeone di Tessalonica †1429, secondo il quale tutti, sacerdoti e vescovi, ad eccezione del Papa di Roma e di quello di Alessandria, celebravano a capo scoperto. (responsa ad Gabrielem Pentapolitanum, quaestio XX PG 155, 872c)

mnistia (mnistìa) μνηστεία Rito del fidanzamento.

monophonarios (monophonàrios) μονοφωνάρης Solisti del coro.

monydrion (monìdrion) μονύδριον Piccola dipendenza di un monastero, di rango più basso del metochion.

musa (mùsa) μοῦσα Piccola spugna pressata che viene adoperata per riunire le particole sul diskos ed immetterle nel calice dopo la comunione dei fedeli.

myron (mìron) μύρον 1) Olio addizionato di aromi, usato per la Confermazione, la consacrazione degli altari e degli antiminsi. È consacrato dal Capo della Chiesa assistito dagli altri ordinari in segno di comunione ecclesiale, il nuovo myron è aggiunto al vecchio in segno di continuità. Nelle comunità più piccole è consacrato dal vescovo per tutte le parrocchie. Attualmente a Costantinopoli la cerimonia, molto complessa e dalla durata di molti giorni, è celebrata quando ve ne sia la necessità a distanza di anni. Non deve essere confuso con il crisma vd. 2) Liquido oleoso profumato che emana dalle ossa di un santo.

myroteca (myrotèca) η μυροϑήκη, το μυροδοχεῑον vaso contenitore del myron

 

n

nartece νάρϑηξ Portico della chiesa. E' distinto in esonartece esterno alla facciata della chiesa ed endonartece, interno, in cui abitualmente sono posti il fonte battesimale ed il proskinitarion con l'icona del Santo titolare della chiesa ed in cui si dovrebbero svolgere alcune akolutie. Dall'endonartece si accede alla navata attraverso la porta reale

navata ναός È nella chiesa lo spazio racchiuso tra il nartece, o la porta d'ingresso ove questo manchi, ed il vima e in cui sostano i fedeli. Può essere fiancheggiata da altre navate minori da cui è separata dalle colonne che sostengono il tetto. Si accede alla navata dalla porta preziosa o da quella regale. Sulla sinistra, appoggiato in genere ad una delle colonne si erge l'ambone da cui viene proclamato il Vangelo. A destra trova posto il proskinitarion. Più avanti sorgono gli stalli per il coro ed il trono esterno del vescovo. La navata si eleva quindi con il solea e termina con l'iconostasi che la distingue dal vima. L'intera navata, se la chiesa è a pianta centrale, o la sua parte terminale può essere coperta da una cupola. Le pareti della navata sono tradizionalmente coperte di affreschi o mosaici raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

nenanismo νενανισμός vd. teretismata.

neomartire Chi ha testimoniato con la vita la propria fede dopo il periodo delle grandi persecuzioni dei primi secoli del cristianesimo.

nimbo Nelle icone, cerchio luminoso attorno al capo di Cristo o della Vergine o dei santi. Il nimbo che circonda la testa del Salvatore reca una croce e le lettere Ο ΩΝ - colui che sono – (Esodo 3,13-14)

nikopoia (nikopòia) ἡ νικοποιός (che porta la vittoria) Rappresentazione tradizionale della Madre di Dio assisa in trono su ricchi cuscini col Bambino seduto sulle ginocchia di faccia. Ha tale nome perché accompagnava l’esercito bizantino in battaglia.

nimfeion νυμφαῖον vd. fiala.

niptikon (niptikòn) νηπτικόν Libro sulla vigilanza spirituale.

niptir (niptìr) νιπτήρ Lavanda dei piedi il giovedì santo. È usanza di origine gerosolimitana.

nome aggiunto Nome facoltativo che accompagna la scritta IC XC su alcune icone, voluto dal committente o dall’iconografo per mettere in rilievo un attributo di Cristo sotto cui si vuole venerarlo.

nomofilace (nomofìlace o nomofilàce) νομοφύλαξ funzionario ecclesiastico incaricato di custodire il testo delle leggi ed interpretarle.

nomokanon (nomokanòn) νοµοκανών Libro contenente gli atti dei santi sinodi, leggi canoniche e civili.