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o

ΟΒΣΛΤΔΞΣ Sigla dell'espressione: Ὁ Βασιλεὺς Της Δόξη (Il Re della gloria) tratta dal Salmo 24 ed usata da S. Paolo ad indicare il Salvatore. Appare sul cartiglio della croce ed in altre icone della Passione.

ode ᾠδἠ Una delle nove parti in cui è suddiviso un canone, a sua volta composta da più tropari.

odigitria (odigìtria) ὁδηγήτρια (Colei che indica la via) Rappresentazione tradizionale della Madre di Dio, in piedi con il capo coperto da un lembo del mantello e con il Bambino sul braccio sinistro, con la mano indicante Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Probabilmente dal monastero di Hodegon in Costantinopoli in cui era conservato il dipinto attribuito a S. Luca.

oikonomos vd. economo.

oikos (oìkos) οἶκος Stanza di inno liturgico.

oktoichos (oktòichos) ὀκτώηχος 1) Libro liturgico contenente le officiature delle domeniche del periodo dalla fine del pentikostarion all'inizio del triodion. L’unione dell’oktoichos e del paraklitikì viene talvolta denominata grande oktòichos. 2) Successione degli otto toni melodici usati per il canto liturgico.

omoforion (omofòrion) ὠμοφόριον Veste liturgica propria del vescovo, consiste in una fascia larga circa 25 cm. trapunta di croci recante l'immagine di un agnello o l'effige del Redentore. Viene indossato sul sakkos o sul felonion, girato intorno al collo in modo che le due estremità scendano dalla spalla sinistra rispettivamente davanti e dietro. Oltre al grande esiste un piccolo omoforion simile ad una corta stola. È analogo al pallium degli arcivescovi latini. Allude alla natura umana, decaduta e riabilitata da Cristo. Il vescovo indossa il grande omoforion all'inizio della Divina Liturgia, lo depone in segno di umiltà prima della lettura del Vangelo e lo sostituisce con il piccolo dopo la lettura. Per metonimia: giurisdizione episcopale, es: essere sotto l’omoforion di NN. Vd. anche maforion.

opistamvonos (opistàmvonos) ὀπισϑάμβωνος Preghiera che viene recitata dal sacerdote dopo la distribuzione dell'Eucarestia fuori dal vima. È una preghiera conclusiva della celebrazione eucaristica. Le akolutie non strettamente connesse con la Divina Liturgia quali le sacre ordinazioni, o con l'orthros, (es. la Benedizione delle Palme) vengono eventualmente inserite a questo punto, dopo la risposta del coro «Ii to ònoma Kirìu», quando le si voglia celebrare unite alla Liturgia, tra queste ad esempio il grande aghiasmos ed il trisaghio necrosimo.

orarion (oràrion) ὠράριον Stola diaconale costituita da una larga fascia appuntata sulla spalla sinistra e che viene fatta scendere davanti e dietro, spesso dopo averla passata sotto l'ascella destra. Ornata di croci porta scritto per tre volte «aghios», santo. Abitualmente il diacono ne tiene l'estremità anteriore nella mano destra. Durante la Comunione viene cinto in modo da incrociarsi sulla schiena e sul petto. Almeno sino al tempo di Simeone di Tessalonica veniva portato soltanto sulla spalla sinistra come appare in antiche icone.

ore ὥραι I momenti della giornata stabiliti per la recita delle varie officiature. La loro recita è legata al tempo reale della giornata sono:

ore grandi o reali Αἱ Μεγάλαι Ὧραι officiatura celebrata la vigilia dell’Epifania, il Venerdì Santo e la vigilia di Natale. Hanno questo nome perché a Costantinopoli era uso che vi assistesse l'imperatore.

orfanotrofo (orfanotròfo) ὀρφανοτρόφος Funzionario incaricato della direzione del principale ospizio di Costantinopoli, in seguito semplice titolo onorifico

oriente, verso l' πρός ἀνατολάς Direzione verso l'oriente, coincidente con quella del santuario per chi è all'interno della chiesa, in quanto questa è orientata in maniera tale che il sacerdote ed i fedeli pregando siano rivolti ad oriente. In questa direzione la Croce è rivolta e sollevata la prima volta nella festa dell'Esaltazione della Croce il 14 settembre ed a oriente è rivolto il battezzando quando gli si chiede di «Aderire a Cristo».

oro L’oro costituisce il fondo di tutte le icone. Simboleggia la luce del cielo dove il sole non tramonta mai.

orologhion (orològhion) ὡρολόγιον Il libro delle ore, libro liturgico contenente le parti invariabili delle officiature più consuete e le preghiere assegnate a ciascun giorno.

oros (òros) ὅρος Definizione di carattere dogmatico emanata da un Concilio, contrapposto a canone, di carattere disciplinare.

orthros (òrthros) ὄρϑρος Officiatura dell'aurora, mattutino.

osmogenesi L'emanazione di profumo dai resti di un santo. 

 

p

palaision Rivestimento d'icona, thringion

palme βαΐα Rami benedetti e distribuiti la domenica delle Palme κυριακὴ τὃν βαΐων.

panachrantos (panàchrantos) πανάχραντος (tutta pura, immacolata ) Appellativo della Madre di Dio.

panaghia (panaghìa) παναγία (tuttasanta) 1) Appellativo della Madre di Dio. 2) Il medaglione contenente una icona della stessa portata al collo dal vescovo, enkolpion. 3) La prosfora di forma triangolare consacrata in onore di Maria SS.ma. 4) Pezzo di pane di forma triangolare che viene benedetto ed elevato alla vista di tutti i fedeli per richiamare la benedizione e l'assistenza della Madre di Dio in alcune circostanze.

panaghiarion (panaghiàrion) παναγιάριον Piatto per l'elevazione della panaghia (4).

panighyris (panìghyris) πανήγυρις Sagra, fiera organizzata in occasione della festa di un Santo.

panighyrikon (panighyrikòn) πανηγυρικόν Libro liturgico contenente le omelie ed i racconti agiografici la cui lettura è prevista dall'officiatura o nel refettorio.

pannychis (pannychìs) παννυχίς 1) Veglia 2) Commemorazione funebre.

pantanassa παντάνασσα (Signora dell'universo) Appellativo della Madre di Dio e "tipo" di icona.

pantekti (pantékti) πανϑέκτη pubblicazione analoga all'anthologhion v.

pantokrator (pantokràtor) παντοκράτωρ Attributo di Cristo quale Signore del mondo. Il busto di Cristo Pantokrator solennemente benedicente campeggia nella cupola di ogni chiesa bizantina decorata secondo i canoni.

papadica µέλος παπαδικὸν Modalità di canto particolarmente solenne e ornata in cui ogni sillaba del testo è cantata su parecchie note.

papas (papàs) παπάς Padre, termine di rispetto con cui ci si rivolge ad un Sacerdote. Il termine italiano Papa, che ha la stessa origine, viene utilizzato soltanto per il Vescovo di Roma e per il Patriarca di Alessandria.

paraklisis (paràklisis) παράκλησις (Invocazione, consolazione) Akoluthia di supplica; dedicata alla Madre di Dio. Ve ne sono due, la grande - Grande canone paracletico - viene cantata nella quaresima della Dormizione, la piccola viene cantata in ogni periodo dell'anno su richiesta di fedeli o quando le circostanze lo richiedano. In alcune comunità si recita quotidianamente.

paraklitiki (paraklitikì) παρακλητική Libro liturgico contenente le officiature dei giorni feriali del periodo che va dalla domenica dopo Pentecoste all'inizio del triodion; le officiature domenicali di tale periodo sono invece contenute nell'oktoichos. Viene usato anche in altri periodi perché contiene alcune formule di uso quasi quotidiano.

paramandia (paramandìa) παραμανδύας Pezzo di stoffa di forma quadrata su cui è ricamata una croce con gli strumenti della passione ed alcune iscrizioni portato sotto la tunica. Delle due pezze eguali, portate una davanti e l’altra dietro le spalle, quella anteriore è attualmente sostituita da una piccola croce in legno portata sotto la tunica. Di uso relativamente recente, è il piccolo abito, forma ridotta di analavo, propria del microschimo.

paramonia (paramonìa) παραμονή Vigilia, giorno di preparazione ad una Festa.

parapetasma (parapètasma) παραπέτασμα v. katapetasma.

parastasimon (parastàsimon) παραστάσιμον Officio funebre, funerale

parathronos παράϑρονον Seggio distinto presso il despoticon usato dal Vescovo nelle cerimonie non pontificali. A Costantinopoli viene chiamato anche gedekion

parekklesion o parekklesia (parekklèsion o parekklèsia) παρεκκλήσιον 1) Cappella fiancheggiante il santuario od il nartece, sovente con funzioni funerarie. Esempi celebri sono quelli della chiesa della Pammakaristos (Fethiye Camii) e del monastero di Chora (Kariye Camii) 2) Cappella annessa ad una cella individuali o una skiti, dove i monaci recitano l’officio quotidiano.

paremi o parimia o paroemia (paremì, parimìa) παροιμία Testi tratti dall’A. T. che contengono profezie e riferimenti alla Festa celebrata. Mentre i soliti vespri della domenica non includono le lezioni, nelle delle feste di Cristo, della Madre di Dio e di alcuni santi, vengono generalmente lette fino a tre paremi. Alla vigilia di Natale vengono lette otto paremi, l'Epifania 13 e il Sabato santo 15. Nelle feste degli apostoli vengono sostituite con letture dell'Apostolo.

pastophoria (pastophòria) παστοφόριον Locali accessori fiancheggianti l'area dell'altare, destinati rispettivamente a protesi e diakonikon quando questi sono in locali separati.

pastorale ποιμαντικὴ ῥαβδος Bastone usato dal vescovo nelle funzioni liturgiche. Più corto di quello latino termina in alto con una traversa formata da due serpenti - a volte sormontati da una piccola croce - fronteggiantisi, volti verso l'alto, allusione alla prudenza con cui il pastore deve guidare il suo gregge. Le parole con cui viene consegnato nella cerimonia dell'ordinazione: «Ricevi il Bastone (Pastorale) per pascere il gregge di Cristo a te affidato; per i fedeli che ti sono soggetti sia di appoggio e sostegno; per i disobbedienti e i riottosi, invece, usalo come bastone di correzione e di punizione.» ne esprimono il significato. Il pastorale usato eventualmente dall'archimandrita che ne abbia diritto, reca i serpenti volti verso il basso, ad indicare che la sua potestà è limitata al territorio del monastero.

paterikon (paterikòn) πατερικόν Raccolta di sentenze dei santi Padri del monachesimo letto nel refettorio dei monaci durante la Grande Quaresima.

pateritsa (paterìtsa) πατερίτσα Bastone pastorale.

patriarca πατριάρχης Capo di una delle maggiori circoscrizioni ecclesiastiche. Originariamente metropolita delle principali città dell'impero: nell'ordine Roma, Alessandria, Antiochia e Costantinopoli cui si aggiunse in seguito Gerusalemme. La Chiesa cattolica ha mantenuto per l'Oriente questo numero, creando invece i patriarchi latini d'onore, mentre nella Chiesa ortodossa sono sorti successivamente i patriarcati di Mosca, Romania, Bulgaria, Serbia, ecc. Il patriarca, eletto dal santo Sinodo, governa assieme a questo la Chiesa affidatagli.

pentikostarion (pentikostàrion) πεντηκοστάριον 1) Periodo dell'anno liturgico che va dal giorno di Pasqua alla meteortia di Pentecoste. 2) Il libro contenente le officiature del periodo detto anche triodion charmosinon (di gioia).

peribleptos περίβλεπτος (ammirabile) Appellativo della Madre di Dio e tipo di icona

perìcope περικοπή Breve brano estratto da un Vangelo od epistola.

peristera (peristerà) περιστερά Artoforio in forma di colomba.

peristerion (peristèrion) περιστέριον Ciborio di dimensioni ridotte, le cui colonne poggiano sui quattro angoli dell’altare. Da esso pende la colomba eucaristica (peristera).

pheme φήμη più correttamente vd. fimi

pidalion (pidàlion) πηδάλιον (timone) È la raccolta delle leggi ecclesiastiche sancite dai sinodi ecumenici e locali compilata da Nicodemo l'Hagiorita e pubblicata nel 1800.

pyravnon (pìravnon) πύραυνον Braciere usato per rinnovellare i carboni dell'incensiere.

pittakion (pittàkion) πιττάκιον Documento emesso dalla cancelleria imperiale o patriarcale.

pixomilon (pixòmilon) Artoforio a forma di mela per la conservazione dell'Eucarestia.

platitera (platitèra) πλατυτέρα (Più ampia dei cieli perché ha contenuto il Signore) Rappresentazione tradizionale di Maria come orante con un medaglione sul petto con l'immagine del Salvatore.

plirotika (plirotikà) πληρωτικά Petizione recitata dal Diacono cui il popolo risponde: Concedi o Signore.

pnevmaticos (pnevmaticòs) πνευματικός Sacerdote autorizzato a ricevere confessioni.

podea (podèa) ποδέα Velo appeso direttamente sotto una icona ed abitualmente recante una ripetizione dello stesso tema iconografico. v katapesmata

polychronion (polychrònion) πολυχρόνιον (molti anni) Inno augurale cantato all'apolysis della Divina Liturgia in onore del vescovo od altro dignitario celebrante. Non è di uso strettamente liturgico e può essere cantato anche in altre circostanze al di fuori della chiesa. Non deve essere confuso con la fimi.

polyeleos (polyèleos) πολυέλεος 1) Salmo 135 cantato all'orthros delle grandi feste del Signore e dei Santi. Cantato a volte anche in altre circostanze a scopo devozionale. 2) Grande lampadario a più luci che pende dalla volta della navata. 3) Attributo di Cristo come Dio di Misericordia

polykandilo (polykàndilo) πολυκάνδηλο Sostegno metallico per candele o piccole lampade.

polykirion (polykìrion) πολυκήριον vd. polykandilo

polystavrion (polystàvrion) πολυσταύριον Felonion decorato con croci usato dal vescovo o dall'archimandrita. La prima raffigurazione risale all' XI sec. v. sakkos.

poma Ciascuno dei quattro riquadri di stoffa riccamente decorati con croci od immagini degli Evangelisti che ornano la mandias episcopale. nell'uso russo i riquadri inferiori recano le iniziali del Vescovo.

porta bella πύλη ὡραία Porta centrale dell’iconostasi.

porta imperiale La porta centrale che dal nartece immette nella navata, in quanto a Bisanzio riservata all’imperatore.

porta santa ἁγία ϑύρα La porta dell'iconostasi che dà accesso al vima.

porte reali πύλαι βασιλικαί Le porta attraverso cui si accede dal nartece alla navata. In questa accezione è usata da Simeone di Tessalonica, alcuni indicano con questo nome la porta bella o santa.

portaitissa Πορταΐτισσα (Portinaia) Icona mariana del tipo dell'Odighitria conservata in una cappella all’entrata del monastero athonita di Iviron. In ambito russo è conosciuta come Ivironskaya.

potami (potamì) ποταμοί Strisce che ornano la mandias, anticamente anche lo sticarion episcopale. Sono simbolo dei quattro fiumi dell'Eden.

potirokalymna Velo per il calice.

potirion (potìrion) ποτήριον 1) Calice utilizzato per la celebrazione della Divina liturgia. 2) Coppa speciale nella quale il Sacerdote nel sacramento del Matrimonio benedice il vino che debbono bere gli sposi.

praxapostolos (praxapòstolos) πραξαπόστολος Manoscritto o libro contenente gli atti degli Apostoli, le Epistole di S. Paolo e le Epistole Cattoliche.

precursore πρόδρομος (colui che corre avanti) Appellativo di S. Giovanni Battista come colui che ha aperto la strada al Signore. L’icona rappresenta il santo alato, vestito di una tunica di pelle di pecora coperta dall’imation; a ricordo della decapitazione subìta una seconda testa appare su di un vassoio.

presantificati προηγιασμένα v. Divina Liturgia dei Presantificati.

presbeia (presbeìa) πρεσβεία 1) Officio in onore della Madre di Dio celebrato in taluni monasteri il venerdì in luogo dell'apodipno. 2) Genericamente sinonimo di litì. 3) Ordine di precedenza tra singoli vescovi o sacerdoti. La letteratura canonica distingue tra presbeia timis (πρεσβεία τιμίς, "prerogative d''onore") e akolouthia timis (ακολουθία τιμίς, "servizio d'onore") la pima si riferisce a prerogative effettive, mentre la seconda è un semplice riconoscimento onorifico.

proeortion (proeòrtion) προέορτιον Vigilia di una festa.

proeorzia (proeòrzia) προεόρτια Periodo di preparazione ad una festa despotica o teomitorica, di durata variabile: il Natale ha cinque giorni di preparazione, la Teofania ne ha quattro, le altre feste uno. La proeorthia non prevede obbligo di digiuno, ad eccezione della vigilia di Natale e della Teofania.

proestos (proestòs) προεστώς Colui che presiede l'assemblea liturgica.

proghiasmena (proghiasmèna) προηγιασμένα Divina Liturgia dei Presantificati.

proigumenos (proigùmenos) προηγούμενος Egumeno emerito

proimiakos (proimiakòs) προοιμιακός Salmo con cui ha inizio l'esperinos.

proistamenos (proistàmenos) προϊστάμενος Decano, il sacerdote più anziano di una cattedrale o di una parrocchia. Rettore.

prokimenon (prokìmenon) προκείμενον Versetti cantati dal lettore prima della lettura dell'Apostolos.

pronao (prònao) πρόναος Vestibolo aperto davanti la chiesa.

prophitologhion (prophitològhion) προφητολόγιον libro liturgico contenente i brani dell'Antico Testamento letti nel Vespro e nelle altre funzioni. Non contiene i salmi.

prosfore (pròsfore) προσφορά Offerte. Il pane destinato alla consacrazione viene tagliato prima della Divina Liturgia, durante la protesi, da una forma, preparata possibilmente per questo scopo, recante incisa con uno stampino apposito una croce contornata dalla scritta ΙΣ ΧΣ ΝΙ ΚΑ Ἰησοῦς Χριστός νικᾶ (Gesù Cristo vince). Il sacerdote taglia da questa pagnotta una particola più grande, l'Amnos, l'agnello, contenente la croce, e la depone sul diskos, quindi vi pone la panaghia di forma triangolare, dedicata alla Madre di Dio. Aggiunge poi altre nove particole in tre serie ricordando gli angeli, i profeti, gli apostoli, i santi Padri, i martiri, i santi monaci, i taumaturghi ed anargiri, i SS. Gioacchino ed Anna col santo della chiesa e quello del giorno e tutti i santi, ed infine S. Giovanni Crisostomo o S. Basilio, a seconda della Liturgia celebrata. Un'altra serie di particole è posta sul diskos dedicata a tutto l'episcopato, in particolare al vescovo del luogo, ai sacerdoti e ai diaconi. Altre particole sono dedicate alle persone vive e defunte che il celebrante vuole ricordare. Qualora la Liturgia sia celebrata dal vescovo, questi completa la protesi iniziata da un sacerdote subito prima del grande isodos con le commemorazioni che desidera. In alcune comunità i fedeli sogliono chiedere la commemorazione di altri vivi e defunti scrivendone il nome su fogli di carta e ponendovi insieme altre particelle di pane che vengono portate all'altare della protesi prima del grande ingresso.

proskomidia (proskomidìa) προσκομιδή  vd. Protesi.

proskynima (proskìnima) προσκύνημα Sinonimo di metania, più propriamente riverenza fatta fatta con il capo verso i cori o le persone.

proskynisis (proskìynisis) πρσκύνησις (inchino) La metania fatta in venerazione della Croce o di reliquie dei santi.

proskynitarion (proskynitàrion) προσκυνητάριον Leggio o piccolo pulpito collocato davanti all'iconostasi su cui è esposta alla venerazione dei fedeli l'icona del periodo o della festa. Un altro proskinitarion collocato nell'endonartece o all'inizio della navata, talvolta coperto da un baldacchino, ospita l'icona del Santo o del Mistero cui è dedicata la chiesa.

proskynitis (proskynitìs) προσκυνητής Pellegrino.

prosmonario (prosmonàrio) προσμονάριος Custode della chiesa, sacrestano.

prosomia (prosòmia) προσόμοια Stikirà cantato secondo la melodia di un idiomelo.

protekdikos πρωτέκδικος Alto funzionario del Patriarcato di Costantinopoli responsabile dell'amministrazione degli affari giudiziari, presiedeva l'ekdikeion, tribunale ecclesiastico.

protesi (pròtesi) πρόϑεσις 1) Parte preparatoria della Divina Liturgia in cui il sacerdote su un altarino laterale prepara i Sacri Doni, disponendo il pane opportunamente tagliato (v. prosfore) sul diskos e versando il vino nel calice e ricoprendo il tutto con i veli. Durante questa parte il coro canta la grande dossologia. 2) Ha questo nome anche l'altarino nel vima a sinistra dell'altare su cui si svolge tale cerimonia. Deve essere coperto da una tovaglia. Su di esso al termine della distribuzione dell'Eucarestia vengono riportati i Doni in attesa della completa consumazione da parte del diacono o del sacerdote.

protoclito (protòclito) πρωτόκλητος Appellativo dell'apostolo Andrea in quanto primo ad essere chiamato dal Signore.

protocorifeo (protocorifèo) πρωτοκορυφαῑος (colui che sta a capo) Capo dell'antico coro della tragedia greca. Corifei, appellativo dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. L'icona dei Corifei rappresenta i Santi come fondamento e sostegno della Chiesa.

protodiacono πρωτοδιάκονος Lo stesso che arcidiacono. Taluni distinguono l'arcidiacono celibe, dal protodiacono coniugato.

protopapas (protopapàs) πρωτοπαπάς Arciprete.

protopresbitero (protopresbìtero) πρωτοπρεσβύτερος Arciprete.

protopsaltis (protopsàltis) πρωτοψάλτης Direttore del coro di destra nella chiesa vd. canto liturgico

protosincello (protosincèllo) πρωτοσύγκελλος Primo dei sincelli. Vicario generale del patriarca o del vescovo.

psaltikon (psaltikòn) ψαλτικόν Libro o manoscritto contenente le parti per il cantore solista. Contiene i prokimena, versi dei tropari, Alleluia, hypakoi, kontakia per l'anno liturgico e spesso l'inno Akathistos.

psaltikos (psaltikòs) ψαλτικός Modo di cantare più solenne, contrapposto a litos.

psaltirion (psaltìrion) ψαλτήριον Libro liturgico contenente i 150 salmi, divisi in kathismata secondo le esigenze liturgiche.

psicosabbato o psicosabato ψυχοσάββατον Sabato dei defunti. Sabato precedente la domenica di Pentecoste, dedicato alla commemorazione dei defunti. I defunti vengono commemorati in particolare anche il sabato della seconda settimana di preparazione alla grande Quaresima.

purificatorio v. Kallima

psychosostes (psychosòstes) ψυχοσώστης Salvatore delle anime. Nome aggiunto di una icona di Cristo proveniente da una chiesa di Costantinopoli con il medesimo nome.

pyle tenda, a volte ricamata, che chiude la porta santa o centrale dell’iconostasi.